Fly

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Tuesday, 5 September 2017

Buenos Aires

The man who knows the infinity, il film che guardavo in aereo mentre volavo verso l’Argentina.
Le mezzelune e il caffè con leche la mattina a colazione.
Il mondiale di tango e il cuore che mi scoppiava dall’emozione solo per il fatto di essere lì.
La mia prima tanda argentina con Ernesto.
Christian, Melissa e il loro bed & breakfast.  
La mia amica Analia che non vedevo da 8 anni.
Il mercato di San Telmo e la mia capacità di trovare, tra tutte quelle cianfrusaglie, un regalino bellissimo per mio nipote.
Jesus, l’ottantenne conosciuto ad un concerto e la storia di Bianca, la sua fidanzata italiana.
I miei acquisti forse un po’ scontati, ma non potevo tornare senza un paio di scarpe per il tango.
I taxi che mi riportavano a dormire all’alba, mai stanca e sempre felice.
Le lusinghe degli uomini dai 27 ai 77 anni, come prova lampante che le capacità seduttive dei sudamericani non sono chiacchiere.
Le note di “Mariposita”, che ormai ascolto quasi ininterrottamente dal mio primo giorno a Buenos Aires.
Matias, l’abbraccio più intenso.
Javier Rodríguez, tango celebrity, seduto a fianco a me nel volo di ritorno, così che ho potuto continuare a parlare di musica e di milonghe, dell’Argentina e dell’Italia, di scarpe e di bistecche, di amori che si scelgono e di amori che capitano.
E a me questo è sicuramente capitato. 


Per Julia: Gauguin "Femme a la mer"  MNBA 

Saturday, 19 August 2017

Ricomincio partendo

Ricomincio più o meno da dove ho lasciato.
Da un aeroporto, ma questa volta è quello di Manchester, per un viaggio che pur non essendo Cuba, è nella stessa metà dell’emisfero. Ed è uno di quei posti che ho sempre desiderato visitare…che poi siamo sempre lì, se stessi ad aspettare la persona giusta con cui farlo, non mi muoverei dal divano. 
E che se è vero che nulla cambia restando immobili, allora io inizio con un viaggio, proprio come preludio di un cambiamento.
Per cui non aspetto nessuno e vado. Vado col cuore pieno di speranza.
La speranza che ci sia qualcuno che sentirà la mia mancanza.
La speranza di non perdere il secondo aereo a Francoforte.
La speranza di scoprire qualcosa in più dell’arte magica di perdersi in un abbraccio, che sia pure quello di uno sconosciuto. La speranza di avere il mio microcosmo in valigia. La speranza di tornare più forte, perché a me i viaggi servono proprio a questo. A darmi la forza di affrontare ciò che adesso mi sembra impossibile. 
A convincermi che sono sulla strada giusta, anche se sconosciuta, per ricaricare cuore, testa e polmoni. 
A ribadire che ciò che è lontano dalla nostra rassicurante porta di casa, valga sempre la pena di essere scoperto e vissuto. 
E che alla fine anche se ci si addormenta in un letto che non è quello di casa, la morale è sempre la stessa: ovunque ci troviamo, al risveglio c’è sempre un mondo nuovo, lì pronto ad accoglierci.


Sunday, 8 January 2017

2017

Sono in aeroporto, con un caffelatte sul tavolo del bar e degli sconosciuti di fianco, il mio computer e la testa piena di pensieri. Che quella non si ferma mai, neanche quando stavo male. Neanche con tutto lo yoga e la meditazione del mondo. Neanche quando ballo il mio tango preferito. Sto sempre lì a rimuginare, a fare discorsi tra me e me. Che sono l’unica che li capisce, o che si capisce. O forse no.
E penso al messaggio di cui non ero la destinataria, dolce e tenero ma non per me. Penso alle scuse che fanno acqua da tutte le parti.
Penso ad un altro messaggio, quello del mio migliore amico che si è sposato il 4 gennaio, in una cerimonia intima. Lui lei e il mar del Nord.
Penso che nella vita ci vuole coraggio, a chiudere storie d’ amore o a farle nascere o a renderle eterne.
Penso ai tuttologi, tipo quello che è seduto a fianco a me, che ha pure la r moscia e sembra uno di quei commenda milanesi, che irritano il sistema nervoso anche quando dicono semplicemente buongiorno.
Penso a come affrontare l’anno, o a come affrontare anche solo il domani.
Penso ai baci di mio nipote, e penso ai suoi girotondi scatenati ...che tanto anche se si va tutti giù per terra,ci si rialza sempre.
Penso che mi piacerebbe andare a Cuba e che sarebbe ora che sto viaggio l’ organizzo davvero, che se sto ad aspettare di farlo con la persona giusta, non mi muovo dal divano.
Penso che questo 2017, deve darmi tutto l’amore che non ho ricevuto. Esatto, deve.

Auguri a tutti quelli che mi hanno cercata, qui o con messaggi privati. Vi auguro il meglio del meglio che la vita possa darvi…e vi ringrazio tanto.